La canapa nel mercato della sostenibilità

Cosa significa sostenibilità? Spesso ci limitiamo a collegare questo concetto esclusivamente alle tematiche ambientali, facendo riferimento al rispetto per la natura e alla riduzione dell’inquinamento.

Sostenibilità invece è un termine che possiede un triplice significato, non solo infatti si riferisce alla necessità di trovare soluzioni che abbiano un basso impatto ambientale, ma anche al bisogno di avere effetti positivi a livello sociale ed economico. Per essere definito sostenibile un prodotto dev’essere prima di tutto accessibile a livello economico, evitando quindi prezzi di mercato troppo elevati che escluderebbero molti individui dall’usufruirne. Se alla sostenibilità economica aggiungiamo inoltre quella ambientale, condizione per cui il prodotto ha un basso impatto sulla natura, con basse emissioni, possiamo quindi dire che migliora decisamente la qualità della vita, riducendo le sostanze inquinanti nell’ambiente in cui viviamo, risultando quindi anche socialmente sostenibile.

Benefici su ambiente, società e risparmio economico sono tutti condizioni che la canapa riesce a soddisfare, spesso infatti questa pianta viene sottovalutata anche se possiede capacità benefiche a diversi livelli, in un mondo in cui la sostenibilità dev’essere il motore principale, la canapa può veramente essere un fattore di cambiamento per migliorare la qualità della vita, vediamo insieme come.

1. Ripara il terreno

La canapa industriale è resistente e cresce velocemente, essendo pronta al raccolto solo 100/120 giorni dopo la piantagione. Inoltre, è utilissima come coltivazione rigenerante e/o da rotazione, restituendo al terreno 60/70% dei nutrienti che usa, dando a terreni abusati da troppa coltivazione la possibilità di rigenerarsi.

2. Bonifica scarti tossici e radioattivi

La canapa industriale è un bio-accumulatore, il che significa che può estrarre metalli pesanti e altre tossine dal terreno tramite un processo chiamato fitodepurazione. E’ così efficace che gli scienziati la hanno usata per rimuovere il piombo, l’uranio, cesio 137 e lo stronzio 90 che contaminavano la zona circostante il disastro di Chernobyl. Difatti più recentemente si sta valutando di piantare la canapa nei dintorni del sito nucleare di Fukushima in Giappone, per cercare di ripulire la zone e renderla nuovamente abitabile per umani e animali.

3. Cresce senza pesticidi o erbicidi

Siccome la canapa è una pianta alta che può raggiungere anche i 4,5 metri di altezza e avendo anche foglie larghe, ha la capacità naturale di bloccare la luce per le erbacce. Senza luce le erbacce non possono crescere, togliendo la necessità di usare erbicidi. Inoltre, la canapa è un repellente naturale di insetti e altri parassiti, rendendola ideale come coltivazione organica. Per questo, quasi tutte le piantagioni di canapa sono organiche e molti agricoltori la sfruttano per la fitodepurazione, rigenerando i terreni grazie alla rotazione con altre piantagioni.

4. È CO2 negativa

Potrebbe sembrare esagerato ma la canapa potrebbe letteralmente fermare il riscaldamento globale grazie alla sua capacità di rimuovere CO2 dall’atmosfera e depositarla nel terreno. La canapa inizia a sequestrare CO2 dal momento che è piantata, con un tasso di sequestro (termine scientifico) di 1,5 unità sequestrate per unità prodotte. Questo significa che per ogni tonnellata di fibra di canapa raccolta, 1,62 tonnellate di CO2 vengono eliminate.

Paragonata ad altre coltivazioni come il legno e il cotone, la canapa ha un periodo di crescita più breve, necessità meno acqua, spazio, terreno, ha contenuti di fibre più elevati e richiede molta meno mano d’opera durante il raccolto. Questo significa meno macchinari, strumenti ed energia, eliminando la necessità di bonificare terreni e sfruttando metodi di agricoltura più puliti, contemporaneamente avendo una varietà di applicazioni che variano dalla carta ai tessuti.

Consideriamo anche il fatto che la canapa potrebbe sostituire molti dei materiali che attualmente necessitano petrolio, combustibili e chimici tossici per essere prodotti, senza dimenticare che può ripulire l’inquinamento causato da quegli stessi processi, rendendo palese il fatto che la canapa sia la coltivazione del futuro.

Anche su Repubblica si legge “Cannabis amica dell’ambiente”, in un’intervista a Gianpaolo Grassi, ricercatore del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), e membro del comitato tecnico scientifico di Federcanapa. L’esperto afferma infatti che “È più sostenibile di qualsiasi altra coltura, forse solo dopo l’erba medica, non ha bisogno di essere trattata con prodotti chimici, fertilizzanti, antiparassitari e diserbanti. A parte il rame, utilizzato anche nell’agricoltura biologica, non esiste un fitofarmaco che sia registrato specificamente per la canapa”[1].

“La canapa è il futuro per un mondo più sostenibile, per un mondo con un possibile futuro”.

Anche Lorenza Romanese è d’accordo sull’enorme potenzialità della canapa, managing director della European Industrial Hemp Association, che rappresenta 25 Paesi europei (tra cui l’Italia, rappresentata nel consiglio d’amministrazione di EIHA da South Hemp), 12 non europei per un totale di 300 membri, intende riportare la canapa al centro delle discussioni politiche, delle decisioni legislative, al centro del dibattito europeo.

“Abbiamo molte sfide da affrontare, soprattutto EIHA, associazione che si pone a tutela sia dei produttori sia dei trasformatori della canapa, abbracciando tutto il processo che dal campo arriva al prodotto finito, ci fornisce cibo, ingredienti per la cosmetica e materia prima per molti settori tra i quali spicca l’edilizia”, spiega la managing director, che ribadisce un concetto importante “mi ha convinto il fatto che la canapa sia il futuro. Ne sono profondamente convinta. Se da più parti arrivano segnali chiari dai cittadini europei di indignazione verso le scelte climatiche adottate finora dall’Europa e dagli Stati Membri, ritengo che un cambio di mentalità sia più che doveroso. Il mondo del domani dev’essere pulito, sostenibile e fondato sulla biodirvesità. Le consumazioni energetiche vanno ridotte e con esse le conseguenti emissioni di CO2 nell’atmosfera. Una casa isolata con la canapa non ha bisogno di aria condizionata d’estate e necessita di un quantitativo minimo di energia per il riscaldamento durante l’inverno.

I benefici sociali

Concentriamoci un attimo sui benefici sociali della canapa, ci preme infatti evidenziare l’elevata sostenibilità sociale, ancor prima di quella economica ed ambientale, che questa pianta ci offre al giorno d’oggi.

Per le sue naturali proprietà terapeutiche, la cannabis può dare un importante contributo alla medicina tradizionale per la cura di molte patologie e per migliorare la qualità della vita di un paziente. Sembra assurdo come, in ragione delle politiche proibizionistiche e degli interessi economici di grandi multinazionali, le ricerche mediche su una pianta così ricca di potenzialità per il genere umano siano state fino ad oggi ostacolate, e la sperimentazione in molti casi perseguitata[2]. Una grossa problematica questa che viene rimarcata anche da Tomorrownews, una realtà esperta non solo di questo settore ma anche di politica  e problematiche sociali a livello internazionale.

In Italia, a Firenze, esiste un solo stabilimento in cui è il governo a coltivare cannabis per scopi medici; le quantità prodotte sono però irrisorie. Il governo ha incrementato la crescita negli ultimi anni ma lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, ad oggi, non può da solo essere efficiente su tutto il territorio nazionale.

Sono tantissimi i casi in cui il paziente è costretto ad acquistare il prodotto sul mercato nero, senza alcuna garanzia di qualità e nessun controllo; anche solo indirettamente, vengono così finanziati narcotraffico e criminalità organizzata.

I passi avanti che si stanno facendo sono notevoli e il riconoscimento della cannabis per uso medico sembra aver intrapreso una strada in discesa. Le case farmaceutiche hanno di nuovo investito nella sperimentazione e ad oggi esistono numerosi farmaci a base di cannabis.

Aumentano le conoscenze e la ricerca, ma restano ancora molte contraddizioni. Un passo importante sarebbe quello di sopprimere la limitazione delle certificazioni e delle sementi imposta dall’Unione Europea, che ostacola la ricerca medica, non permettendo la sperimentazione di piante ibride (con alto potenziale di CBD) poiché prive di certificazione.

Come abbiamo dimostrato in questo articolo, la canapa è indiscutibilmente una risorsa adeguata a perseguire l’obiettivo dello sviluppo sostenibile, reintrodurre la canapa nelle nostre vite e nei più svariati settori della nostra società non significherebbe solamente trovare un materiale sostenibile alternativo, ma poter usufruire del benessere che deriverebbe dalla sua coltivazione. Uno sviluppo economico che toccherebbe non solo le classi sociali legate all’agricoltura, ma anche tutte quelle della filiera produttiva, sia le piccole che le grandi imprese, favorendo uno sviluppo “dal basso”.

Occorre quindi un riconoscimento univoco e coerente da parte della comunità internazionale, che ad oggi appare un mosaico normativo in cui ogni stato adotta un diverso approccio. Fino a quando i confini dei singoli paesi faranno da muro divisorio tra politiche divergenti, lo sviluppo sarà limitato. Una politica comune aprirebbe invece nuove prospettive per la canapicoltura, tutelando i consumatori e i produttori, oltre che l’ambiente.

Il ruolo di Canapalma

Noi di Canapalma crediamo fortemente nell’efficacia di uno sviluppo più sostenibile, non solo è l’unico modo che l’umanità ha per andare avanti in simbiosi con il Pianeta, ma è anche una soluzione per migliorare la qualità di vita come individui e come popolazione.

Riduciamo l’impatto ambientale, proteggiamo la natura e riduciamo gli sprechi, solo così potremo assicurare un futuro alle generazioni future e migliorare allo stesso tempo il nostro benessere.

questo uno dei motivi principali che nel 2018 ci ha spinto a fondare Canapalma, investire nella canapa infatti ci permette di portare avanti un criterio di sostenibilità a partire dalla produzione e dalla lavorazione, fino alla vendita finale al cliente. Ci permette anche di perseguire il chiaro obiettivo di evidenziare le enormi potenzialità di questa pianta, spesso sottovalutata e sminuita al suo mero utilizzo ricreazionale.

Sensibilizzare sia le nuove che le vecchie generazioni su questo tema è fondamentale per riuscire a portare avanti uno sviluppo sostenibile che, come abbiamo detto nel corso dell’articolo, possiede una triplice valenza e necessità di un’apertura mentale che può farci migliorare da un punto di vista prima di tutto umano, ma anche ambientale ed economico.


[1] https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/03/04/news/il_ritorno_della_canapa-290134341/

[2] https://www.tomorrownews.it/canapa-risorsa/

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